
Sondaggio: colmare il gap di conoscenze finanziarie delle PMI italiane con strumenti smart ed esperienza umana
Dal web designer che fa brillare i brand online al titolare di un lanificio storico capace di riconoscere un tessuto al tatto, i piccoli imprenditori devono essere esperti nel proprio campo per avere successo. Ma cosa succede se quella competenza non si estende al lato finanziario dell'attività, come gestire il flusso di cassa, negoziare commissioni migliori o pianificare le spese?
Non è un'ipotesi. Un recente sondaggio tra piccoli imprenditori in Italia rivela un gap significativo nelle conoscenze finanziarie.
Condotto da wamo e FidoCommercialista nel novembre 2025, il sondaggio su 103 PMI ha rilevato che il 33% degli imprenditori italiani mostra solo un livello basso o medio di conoscenza finanziaria di base. Il gap è ancora più marcato tra donne, freelance e imprenditori under 35.
- Più del 20% degli imprenditori non conosce la propria posizione di cassa attuale, esponendosi a un potenziale rischio di liquidità
- Il 17% non è in grado di calcolare un tasso d'interesse
- Il 57% non sa quali siano le proprie commissioni POS del 2026
Nonostante la crescita costante dei pagamenti digitali, le commissioni POS vengono spesso percepite come molto più alte di quanto siano realmente.
- Solo il 43% degli intervistati è in grado di stimare correttamente le commissioni POS
- Il 23% ritiene che le commissioni POS siano circa il doppio dell'importo reale, e il 6% le stima al triplo o più
- Il 28% delle PMI dichiara di non sapere affatto come calcolare le commissioni POS
Non è una questione di intelligenza, ma di tempo disponibile e complessità. Gestire un'attività giorno per giorno lascia poco spazio per occuparsi dei numeri, e in Italia le PMI devono anche confrontarsi con uno dei sistemi fiscali più complessi e in continua evoluzione d'Europa.
L'ultima novità normativa, in vigore dal 1° gennaio 2026, impone il collegamento dei terminali POS al registratore telematico (RT) per negozi, ristoranti e altre attività a contatto con il pubblico. Il cambiamento genera incertezza tra gli imprenditori, con sanzioni che in caso di mancata conformità possono arrivare da 1.000 € a 4.000 €.
Competenze finanziarie e fiscali: dove le PMI italiane hanno bisogno di supporto
Questo potrebbe spiegare perché il 60% degli intervistati indica come fattore più importante per la salute finanziaria dell'azienda l'accesso a un supporto online personalizzato da parte di persone reali, sia in banca che tramite il proprio commercialista.
Molti imprenditori dichiarano di non gestire direttamente le questioni fiscali:
- Il 26% delega completamente le attività contabili al proprio commercialista
- Il 69% si affida interamente al commercialista per le scadenze IVA e dei contributi
- Il 3% dichiara di non sapere quando cadano tali scadenze
wamo e FidoCommercialista si sono alleate per contribuire a colmare questo gap di conoscenze, unendo strumenti digitali che offrono suggerimenti proattivi al supporto online di commercialisti reali. I clienti wamo possono consultare l'offerta dedicata di FidoCommercialista per uno sconto sul supporto fiscale e contabile.
Conti aziendali e personali: ancora mescolati per metà degli imprenditori italiani
Il sondaggio evidenzia un ampio margine di miglioramento nelle abitudini finanziarie delle imprese italiane, anche se molti intervistati ottengono buoni risultati in ambiti specifici.
Quasi la metà (46%) degli imprenditori dichiara di usare i propri conti bancari in modo intercambiabile:
- Il 9% effettua acquisti personali utilizzando il conto aziendale
- Il 5% effettua transazioni aziendali tramite il conto personale
- Il 32% opera con un unico conto per tutte le spese e le entrate
Sebbene il 48% degli imprenditori controlli la propria posizione di cassa ogni giorno e il 31% lo faccia settimanalmente, molti non hanno ancora un controllo efficace del flusso di cassa:
- Il 6% ha controllato la propria posizione di cassa solo il mese scorso
- Il 9% la controlla solo quando emergono problemi
- Il 7% dichiara di non monitorarla mai
I dati mostrano però chiaramente che separare le finanze aziendali da quelle personali porta benefici concreti. Il 61% degli imprenditori che ha migliorato i risultati aziendali nell'ultimo anno, e il 51% di chi è rimasto stabile, dichiara di gestire le finanze dell'azienda e quelle personali tramite conti separati.
Ecco come aiuta wamo: aprire un conto aziendale wamo richiede solo pochi minuti online e offre agli imprenditori una visibilità più chiara sull'andamento dell'attività, senza la complessità di flussi di cassa mescolati.
I processi manuali dominano ancora la gestione dei conti e la riconciliazione delle fatture
Nonostante la crescita dei pagamenti digitali, la digitalizzazione contabile resta limitata. Il 52% delle aziende gestisce ancora la maggior parte dei processi finanziari manualmente o con strumenti scollegati tra loro, nessuno dei quali offre una visione completa della liquidità, e nella maggior parte dei casi è ancora necessario il supporto di un commercialista. I fogli di calcolo, le piattaforme di fatturazione e gli estratti conto restano gli strumenti più utilizzati per la riconciliazione e il monitoraggio del flusso di cassa. Le soluzioni finanziarie integrate, che uniscono in un unico posto conto aziendale digitale, fatturazione e contabilità, rappresentano solo il 21% dell'utilizzo.
Le PMI italiane mostrano buone competenze nella gestione del credito bancario
I dati offrono anche segnali positivi. È nella gestione del credito bancario che le PMI e i professionisti italiani si dimostrano più preparati. Il 57% è in grado di confrontarsi efficacemente con le banche in caso di ritardi nei rimborsi dei prestiti, il 23% lavora insieme al proprio commercialista per trovare soluzioni sostenibili, e il 18% fa leva su garanzie come le fatture non pagate.
La gestione del credito passa ancora in larga parte dal supporto di consulenti umani. Per le questioni finanziarie più delicate, come i timori legati alla liquidità o alle condizioni dei prestiti, gli imprenditori italiani preferiscono negoziare e ricevere spiegazioni di persona, e i dati confermano questa preferenza.
Gli imprenditori vogliono supporto umano, non chatbot
Per il 60% degli imprenditori, ricevere un supporto online personalizzato da persone reali in banca è il fattore più importante per il benessere finanziario, seguito dalle tecnologie che suggeriscono proattivamente azioni per prevenire i problemi, indicate dal 29%. Solo il 7% si aspetta supporto da assistenti basati sull'IA.
L'IA può rendere più efficiente il supporto di base, ma quando si tratta di gestire il denaro o risolvere questioni finanziarie complesse, gli imprenditori continuano a cercare rassicurazione da esperti umani. Anche i dati di supporto di wamo lo confermano: su più di 6.500 richieste di assistenza ricevute tra agosto e dicembre 2025, solo il 36% è stato risolto tramite chatbot, mentre il 64% ha richiesto l'intervento di una persona.
La gestione fiscale racconta una storia simile. La tecnologia rafforza il rapporto con il proprio commercialista, ma non lo sostituisce. Alla domanda su cosa serva per la salute finanziaria della propria azienda:
- Il 59% si aspetta un supporto digitale personalizzato combinato con consulenti umani
- Il 31% dà valore ad avvisi e consigli automatizzati
- Il 20% continua a preferire la consulenza tradizionale in studio
- Il 17% preferisce delegare tutte le responsabilità finanziarie e fiscali al proprio commercialista
- Meno del 3% si affida esclusivamente all'IA
Colmare il gap con strumenti intelligenti e supporto umano
Gestire un'attività è complesso, ed è particolarmente vero per i piccoli imprenditori italiani che si muovono tra normative intricate e in continua evoluzione, senza sempre avere gli strumenti o le conoscenze per starci al passo. Il sondaggio indica una soluzione chiara: abbinare strumenti finanziari intelligenti a una guida esperta e alla formazione, per ottenere risultati migliori e più sicurezza finanziaria.
In wamo costruiamo proprio attorno a questo: conti aziendali, soluzioni POS e carte aziendali pensate su come lavorano davvero gli imprenditori in tutta Europa, unendo indicazioni automatizzate a supporto umano nei momenti che contano di più. Perché concentrarsi sulla propria attività non dovrebbe significare lottare con la burocrazia finanziaria.
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